Internet, pregi e difetti, una riflessione tecnologica ed etica

February 2nd, 2010 by admin Leave a reply »

Internet, pregi e difetti, tra tecnologia ed etica
Se mi chiedessero di descrivere in poche righe pregi e difetti di internet comincerei questa mia esplorazione su ciò che è positivo evidenziandone quali sono i vantaggi.
Internet non è solo fare delle ricerche online senza acquistare l’enciclopedia Treccani, ma  una condizione d’essere del tutto nuova dell’uomo: vivere sempre connessi.
Questa nuova condizione di vita ha fatto spingere alcuni ricercatori antropologi a definire una nuova ERA dell’uomo, dopo l’omo sapiens, oggi si potrebbe parlare di uomo delle reti.  Già, internet ai nostri giorni è lo strumento più completo e con più potenzialità, esistente al mondo, per rimanere in contatto con tutti attraverso testi, immagini, audio, video, interazioni sincrone e asincrone.  La rete sta permettendo all’uomo di essere più informato, grazie alla sua logica di condivisione delle informazioni, parallela alla possibilità da parte dell’utente di fruire di contenuti in modo arbitrario (contrariamente a quanto succede con la Tv, dove l’utente è passivo).

2010, libertà di espressione = internet, questo penso sia il maggiore vantaggio.

Putroppo quando si parla di libertà su internet ci si imbatta con frange di utenti senza etica. Pedopornografia, hacking, truffe online, violazione della privacy sono solo alcune delle patologie di internet derivanti dal regime di libertà assoluta; in effetti è così, internet non è controllabile! Il volume di contenuti cresce in modo esponenziale, quotidianamente.

Ma chi riesce a filtrare contenuti buoni da quelli cattivi? C’è la polizia postale, la guardia di finanza o altri reparti spaciali, il loro lavoro, le loro risorse, a mio modesto parere, sono totalmente insufficienti. L’utente, qualsiasi sia la sua età, estrazione sociale, religione, ect,  di fronte ad una pagina Web è SOLO, solo con la sua morale: clicco o non clicco?

Un altro aspetto apparentemente negativo sul mondo del WEB è che i rapporti sociali, face to face, tendono a ridursi, probabilmente, per un atteggiamento (sempre meno tale) di impigrimento dell’uomo: ciò che viene a perdersi è il comune, ma non poco prezioso, guardarsi negli occhi. Potrebbero aver ragione gli antropologi?

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